L'arte oltrepassa i limiti della ragione, della scienza e di tutto ciò che ne vuole dare una spiegazione. L'arte è sì emozione, intuito e come tale non spiegabile nè da formule filosofiche nè da codici interpretativi; è sì solo intuibile dalla propria e unica esperienza emotiva, ma in ogni caso e in ogni luogo e tempo l'arte, per la sua universalità, può essere considerata, nella sua essenza, un veicolo di comunicazione, un linguaggio, che può usare strumenti semantici di diversa natura (la pittura, la scultura, l'immagine, il suono...), strumenti diversi, ma che hanno un unico fine: comunicare.

Forse è un'idea impegnativa, come impegnativo è sicuramente cercare un modo di creare un luogo in cui si propone tale visuale interpretativa, raccogliendo esperienze e idee trasversali, condividendo intuizioni, creatività ed energie comunicative dell'arte, in ogni sua espressione.

Ma questa è la nostra visione e questo è il luogo.

 
 
RightStrategy
 
Fondazione Magica Cleme
 
AD Design and Communication
 
Nimeo
 
 

Il celeste impero. Dall'esercito di terracotta alla via della seta.

L’esposizione torinese prova a raccontare quasi mille anni di storia cinese (221 a.C. - 907 d.C.) dalla dinastia Qing alla dinastia Tang, attraverso un interessante percorso artistico.

Arrivati al Museo delle Antichità si viene accolti da 6 guerrieri di terracotta dell’esercito che furono creati per la tomba monumentale dell’imperatore Qin Shi Huang (il primo imperatore della Cina unificata), e poco dopo dal Buddha Maitreya delle grotte di Longmen (alto 2 metri): è un impatto notevole, con opere grandiose. L’una ci racconta della nascita dell’Impero, l’altra dell’equilibrio raggiunto dalla dinastia Tang quasi mille anni dopo.
Oltre alle opere più imponenti sono interessanti quelle più minute ma non meno preziose, come le lacche del corredo funebre della Marchesa di Dai, i reperti in oro e argento del corredo funebre del re Liu Sheng, i bronzi che rappresentano cavalieri e cavalli (svelando un antichissimo uso della staffa). Molto belle anche le pitture parietali e i pannelli del sarcofago di un aristocratico della Cina settentrionale che chiudono la mostra.

Oltre al valore artistico dei reperti esposti, alla varietà (bronzi, terracotte, lacche, porcellane, “murales”…), l’interesse principale di questa mostra mi è sembrato poter essere individuato nel tentativo di costruire un percorso storico-culturale di un paese lontano, in un tempo in cui i contatti tra popoli diversi erano numerosi, lungo la via della seta, e fecondi di contaminazioni (proprio gli ori e gli argenti testimoniano di contatti con la cultura persiana): come per la mostra sui tesori ritrovati dell’Afghanistan (del 2007, sempre al Museo delle Antichità di Torino), che narrava dei molti contatti tra l’occidente greco-romano e l’oriente indiano. È affascinante sentir raccontare di come il buddhismo si sia ritagliato uno spazio nel paese del confucianesimo, e come abbiamo convissuto poi con il taoismo e lo zoroastrismo: ed è affascinante ritrovare nelle opere il segno di questa convivenza.
Per godere davvero di questa passeggiata nella storia bisogna, però, scegliere la visita guidata: il rischio che si corre altrimenti è di non riuscire collocare culturalmente le opere, e quindi non riuscire a trovar loro una chiave di lettura.
saMP (Manuela Pietrini)


Museo di Antichità di Torino, Piazza S. Giovanni, fino al 16 novembre 2008.
[da martedì a domenica dalle 8:30 alle 19:30; giovedì e sabato fino alle 23:00, chiuso lunedì]
www.museoantichita.it

TrackBack

URL di TrackBack per questo post:
http://www.artinsight.it/admin/mt-tb.cgi/132

Scrivi un commento

(Se non hai mai lasciato un commento in precedenza, il contenuto che inserirai dovrà essere vagliato prima che appaia. Fino ad allora non vedrai il tuo commento pubbliacato.)

 

 
Tutti i contenuti di artinsight.it sono pubblicati secondo la licenza di utilizzo di Creative Commons salvo diverse indicazioni.
© GI³ Srl P.IVA 04774740965