L'arte oltrepassa i limiti della ragione, della scienza e di tutto ciò che ne vuole dare una spiegazione. L'arte è sì emozione, intuito e come tale non spiegabile nè da formule filosofiche nè da codici interpretativi; è sì solo intuibile dalla propria e unica esperienza emotiva, ma in ogni caso e in ogni luogo e tempo l'arte, per la sua universalità, può essere considerata, nella sua essenza, un veicolo di comunicazione, un linguaggio, che può usare strumenti semantici di diversa natura (la pittura, la scultura, l'immagine, il suono...), strumenti diversi, ma che hanno un unico fine: comunicare.

Forse è un'idea impegnativa, come impegnativo è sicuramente cercare un modo di creare un luogo in cui si propone tale visuale interpretativa, raccogliendo esperienze e idee trasversali, condividendo intuizioni, creatività ed energie comunicative dell'arte, in ogni sua espressione.

Ma questa è la nostra visione e questo è il luogo.

 
 
RightStrategy
 
Fondazione Magica Cleme
 
AD Design and Communication
 
Nimeo
 
 

L’ombra del vento

di Carlos Ruiz Zafon

Di questo libro se ne sente parlare da molto tempo. Io l’ho letto da poco, ma ricordo che mesi fa alcuni miei amici spagnoli, catalani scusate, me lo avevamo consigliato caldamente. Barcellona è sempre più di moda, ora più che mai. La città è futuristica, cresciuta su se stessa, una fucina di creatività e tendenze moda.

In questo libro Barcellona, lontana da quest’immagine nuova, è forse il personaggio chiave della storia, prima ancora di tutti gli altri, quelli veri, di carne e ossa. La città non fa solo da sfondo a questo racconto magico, gotico, giallo, sognante, ma respira, si muove, agisce, racconta e distrugge cose e persone. Carlos Ruiz Zafon intreccia due storie parallele che hanno uno scarto temporale di un paio di decenni (anni ’30 e anni ’50), alcuni personaggi ne fanno parte di entrambe, altri solo di una sola. La città invece con le vie infinite, i palazzi tetri, le chiese gotiche, i negozi di inizio secolo le comprende entrambe facendo da collante. La prima immagine che viene descritta è il Cimitero dei Libri Dimenticati: questo luogo mitico è già di per se la migliore garanzia sulla bontà del libro e del racconto. Non voglio dilungarmi sulla vicenda e sui personaggi, credetemi sulla parola. Si legge benissimo, appassiona e si vorrebbe far parte della scena per interagire meglio con i personaggi. Il genere è a metà tra un racconto giallo e un romanzo di immaginazione. Zafon ci regala una Barcellona inquieta, paurosa ed enigmatica, così lontana da come la vediamo ora. Sembra quasi Torino! Buona lettura.


L’ombra del Vento di Carlos Ruiz Zafon
Ed. Mondadori, 2006.

Davide Viano - davide.viano@artinsight.it

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