L'arte oltrepassa i limiti della ragione, della scienza e di tutto ciò che ne vuole dare una spiegazione. L'arte è sì emozione, intuito e come tale non spiegabile nè da formule filosofiche nè da codici interpretativi; è sì solo intuibile dalla propria e unica esperienza emotiva, ma in ogni caso e in ogni luogo e tempo l'arte, per la sua universalità, può essere considerata, nella sua essenza, un veicolo di comunicazione, un linguaggio, che può usare strumenti semantici di diversa natura (la pittura, la scultura, l'immagine, il suono...), strumenti diversi, ma che hanno un unico fine: comunicare.

Forse è un'idea impegnativa, come impegnativo è sicuramente cercare un modo di creare un luogo in cui si propone tale visuale interpretativa, raccogliendo esperienze e idee trasversali, condividendo intuizioni, creatività ed energie comunicative dell'arte, in ogni sua espressione.

Ma questa è la nostra visione e questo è il luogo.

 
 
RightStrategy
 
Fondazione Magica Cleme
 
AD Design and Communication
 
Nimeo
 
 

Non c'è cultura?

Di questi tempi si sente spesso dire che non c'è cultura, eppure basta guardarsi attorno per notare migliaia di iniziative artistiche, dalla pittura al teatro, dalla musica alla scultura, attraverso i vari circoli di discussione per libro o per argomento.

Ma allora perché questo mantra ripetuto della mancanza di cultura, proprio in Italia, culla della civiltà occidentale? E' vero che si parla poco di cultura e si fanno pochi programmi di cultura in televisione, ma chi l'ha detto che solo perché non c'è cultura in televisione non c'è cultura tout court?
Certo la televisione è in tutte le case, più di libri e quotidiani, forse per questo è così influente sulla nostra percezione della realtà, ma sembra un discorso limitativo. D'altronde sarebbe come affermare che il nostro relazionarci con il resto del mondo passa solo ed esclusivamente dal televisore nell'epoca di internet! Se fosse vero direi non che manca cultura, ma che noi abbiamo perso parte della nostra identità senza assimilarne di nuove e quindi migliorarci...Su Specchio+ della scorsa settimana (per intenderci l'inserto settimanale de La Stampa) un esperto di storia e gastronomia medievali spiegava molto bene come le tipicità della cucina italiana, altro non siano che derivati di contaminazioni culturali, dove per cultura si intende ancora nell'accezione latina di 'coltivare' inteso in senso letterale e metaforico. Paradossalmente, oggi che la cultura abbraccia diverse interpretazioni, la cui apoteosi è la somma di tutto il sapere, si perde sia l'identità popolare sia la contaminazione non perché non ci viene proposta, ma perché non ci viene proposta dalla televisione e di riflesso dalla società e quindi dalla scuola... e già immaginiamo orde di giovani che non sanno il superlativo di 'celebre', non conoscono la storia di Patroclo e Achille, non si curano di discendere dagli inventori degli acquedotti e così via... Ma la cultura non è solo informazione e conoscenza, avere cultura non significa più solo essere acculturati, significa piuttosto avere curiosità per tutto pur rimanendo legati alla propria identità locale: significa essere un piatto di spaghetti al pomodoro, sapendo che gli spaghetti arrivano dalla Cina, il pomodoro è originario dell'America, eppure assieme rappresentano l'italianità nel mondo.
Sarebbe utile, quindi, spegnere chi ci dice che non c'è più cultura e aprire gli occhi a tutti i nuovi scrittori che ogni anno ci raccontano un pezzo di mondo che non conosceremo mai, a nuovi attori e ballerini che ci mostreranno un'interpretazione di sentimenti messi in musica e parole, di nuovi pittori e scultori che cercheranno di rappresentare il mondo, agli organizzatori di mostre che raccontano storie spesso dimenticate ma non per questo minori e non influenti sul presente, a noi stessi che ogni affrontiamo la vita senza dimenticare le nostre radici eppure guardando alla cultura contaminata, in continua evoluzione e per questo più interessante da scoprire. Non è vero che non c'è cultura, è che ce n'è troppa per inscatolarla in un contenitore così frivolo, anziché guardarla con i nostri occhi e interpretarla attraverso la nostra vita.

Clara Bocchino - clara.bocchino@artinsight.it

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