L'arte oltrepassa i limiti della ragione, della scienza e di tutto ciò che ne vuole dare una spiegazione. L'arte è sì emozione, intuito e come tale non spiegabile nè da formule filosofiche nè da codici interpretativi; è sì solo intuibile dalla propria e unica esperienza emotiva, ma in ogni caso e in ogni luogo e tempo l'arte, per la sua universalità, può essere considerata, nella sua essenza, un veicolo di comunicazione, un linguaggio, che può usare strumenti semantici di diversa natura (la pittura, la scultura, l'immagine, il suono...), strumenti diversi, ma che hanno un unico fine: comunicare.

Forse è un'idea impegnativa, come impegnativo è sicuramente cercare un modo di creare un luogo in cui si propone tale visuale interpretativa, raccogliendo esperienze e idee trasversali, condividendo intuizioni, creatività ed energie comunicative dell'arte, in ogni sua espressione.

Ma questa è la nostra visione e questo è il luogo.

 
 
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Da Rembrant a Vermeer. L'arte olandese e fiamminga del Seicento

La Fondazione Roma porta nella capitale italiana gli artisti del Secolo d'oro dei Paesi Bassi.

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Presentando un’importante selezione di opere provenienti dalla straordinaria collezione della Gemäldegalerie di Berlino, la mostra romana – curata proprio da Bernd Lindemann, direttore della Gemäldegalerie – indaga l’Olanda del Seicento: una società che diventa borghese. Il genere degli interni domestici, cui molta parte della mostra è dedicata, racconta l’affermarsi di nuovi valori civili; una selezione di opere è riservata, invece, alla ritrattistica: così gli artisti dei Paesi Bassi misero in scena i protagonisti di questo rinnovato contesto sociale. Anche la paesaggistica è ampiamente rappresentata, basti qui citare Il Paesaggio con l’impiccato di Rubens.

La mostra riserva uno spazio minore alla pittura di storia, citiamo uno dei “capolavori tra i capolavori” esposti, Il Cambiavalute di Rembrandt. Ricorda il curatore: “Nella produzione pittorica olandese del XVII secolo i quadri a soggetto storico non costituirono in ogni caso la percentuale più alta […]. Indubbiamente fu una conseguenza del processo di mercificazione della pittura: su un mercato così anonimo, una scelta tematica meno orientata e limitata facilitava le operazioni di vendita. Rimane di per sé affascinante, però, osservare il modo in cui gli artisti seppero reagire a circostanze e vincoli”.

Comunicato stampa con elenco delle opere (PDF)
Brochure mostra (PDF)

Museo del Corso (Via del Corso, 320 – Roma)
Da martedì a domenica dalle 10 alle 20 || lunedì chiuso
Informazioni: tel. 06.6786209 - www.museodelcorso.it

Ufficio stampa: MondoMostre, Antonella Fiori e Rossano Borraccini
tel. 06.6893806 - fax 06 68808671
email: ufficiostampa@mondomostre.it - antonellafiori@mondomostre.it - rossanoborraccini@mondomostre.it

 

 
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